Chi penso di essere



Una coccinella un po' rossa e un po' nera seguita da un'altra piccola coccinella molto simile a lei e da una minuscola da poco su questa meravigliosamente pazza terra ... tutti e tre sempre e costantemente illuminati da milioni di soli.

Ma forse chi sono lo scoprirò solo vivendo ...

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Il mio posticino riflessivo ...

postato da caroziggy alle ore 12:50
mercoledì, 27 settembre 2006

Tante volte mi capita di usare detti e espressioni linguistiche di cui conosco il significato ma non la genesi. Spesso mi ripropongo di verificare ma finisco per dimenticarmene.

Ieri però casualmente, leggendo alcune pagine di un libro che racconta Milano (“Tracce di Milano”) , ho scoperto finalmente l’origine del detto “mangiare a ufo” e tutte le relative varianti storpiate che si sentono in giro (“ a uffa”, “ad ufo” …). Il tutto sembra risalire all’epoca di inizio della costruzione del Duomo di Milano (seconda metà del quattrocento) quando Gian Galeazzo Visconti dispose che tutte le barche che trasportavano (via navigli) i materiali per costruire la cattedrale non avrebbero pagato il pedaggio all’ingresso della città. Per questo su queste barche veniva posto una scritta A.U.F. (ad usum fabricae), che stava appunto a significare che le barche trasportavano materiale di uso della fabbrica, cioè, tradotto in termini moderni, dell’organizzazione che stava costruendo la chiesa. Da qui ad ufo è diventato il sinonimo di “senza pagare” e in particolare nel corso del tempo si è affermato il suo accostamento con il verbo mangiare per indicare chi mangia senza pagare o comunque approfittando dell’ospitalità altrui.

E’ incredibile come modi di dire che sono vivi e utilizzati ai giorni oggi derivino da episodi storici a volte abbastanza insignificanti come quello di cui ho scritto sopra. La linguistica o meglio la semantica, in questo caso, è una scienza veramente interessante e sorprendente poiché da un punto di partenza noto spesso si giunge all’origine in maniera magica e sorprendente attraverso un caleidoscopio di saperi e secoli di storia!

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categoria : storia, libro, lingua

postato da caroziggy alle ore 08:25
lunedì, 25 settembre 2006

L’altra sera, come ormai capita da un po’ di tempo, stavo correndo verso sera in campagna. Quando corro normalmente non penso a nullo ma cerco di ascoltare tutto quello che mi circonda a cominciare dal mio corpo. I profumi dell’estate morente nella sera hanno però evocato piacevolissime sensazioni che in pochi istanti si sono tramutati in versi nella mia mente. Sono pochi e insignificanti … ma è un ricordo di una attività, la corsa, che per me è agonismo e catarsi allo stesso tempo.

Agonismo non per gare o competizioni particolari ma per quell’abitudine a misurare e misurarsi con il cronometro che è innata fin dalla mia prima infanzia (ricordo con eccitazione il primo casio con cronometro, forse il primo regalo significativo …).

Catarsi perché ha un effetto di “pulizia” su corpo e mente che mi ha aiutato e mi aiuta a superare più serenamente (o forse meno drammaticamente …) molte circostanze stressanti della vita.


Correre

 

Il profumo umido del pino alle narici

sprona l’andatura ritmica nella sera.

 

Le suole morbide mi spingono lontano

braccato ma mai raggiunto

dai fantasmi reali delle mie paure.

 … verso mete di quiete leggera e silenziosa

dove si sente solo il suono pulsante del cuore.

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categoria : poesia, vita, diario, sensazioni, correre

postato da caroziggy alle ore 09:42
venerdì, 22 settembre 2006

Ieri rubando un po’ di spazio al pranzo ho visto a Palazzo Reale le due mostre fotografiche organizzate all’interno della rassegna milanese www.estatefotografia.it . Una era relativa a 99 foto di personaggi miti del ‘900 tratte dall’archivio corbis (www.corbis.com). Bell’allestimento con suddivisione tematica dei personaggi, fotografie anche non sempre scontate dei personaggi stessi. La cosa francamente più interessante erano però alcuni loro aforismi a fianco delle foto. Ne segnalo tre perché sono quelli che mi sono rimasti in mente … uno tragico, uno comico e uno ironico. In ordine:

Hitler: “Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola”

Humphrey Bogart : “Non bisogna mai contraddire una donna. Basta aspettare: lo farà da sola.”

Fellini: “Felliniano...Avevo sempre sognato, da grande, di fare l'aggettivo.”

 

Ben di altro spessore fotografico era l’altra mostra: Marc Riboud, il piacere dell’occhio.

Riboud è uno dei più importanti fotografi del secolo. Sotto uno dei suoi scatti più famosi che ritrae un imbianchino sulla Tour Eiffel nei primi anni ‘50

 

 Riboud

 

Oltre alla sua indubbia bravura (digitate "ribaud" in google immagini ...) ed estro artistico è stato anche molto fortunato sia per la sua longevità artistica (dal 1937 ad oggi) sia per la presenza in molti degli eventi che hanno caratterizzato gli ultimi 70 anni. Non a tutti è stato concesso di essere i primi fotografi di Mao … o di poter far scatti in libertà nel metrò di Mosca a metà anni ’80. Questo anche per segnalare che oltre all’importanza fotografica è una mostra di storia contemporanea anzi di attimi di storia contemporanea perché come disse il mitico Henri Cartier-Bresson “Le fotografie possono raggiungere l'eternità attraverso il momento.”

La mostra (quella di Riboud chiaramente) è valsa i soldi del biglietto e anche qualcosa in più.

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categoria : citazione, vita, diario, fotografia

postato da caroziggy alle ore 13:56
giovedì, 21 settembre 2006

Sono solo venti giorni che ho aperto un mio blog e ieri mi interrogavo sul suo significato. Ero partito una sera di Agosto con l’intenzione di replicare in forma informatica una sorta di diario personale, come avevo in gioventù. Poi mi è piaciuta l’idea di renderlo pubblico, mantenendo però un’identità anonima e senza rivelare la sua esistenza ad amici e conoscenti. Mi sono accorto però che l’interazione diretta (tramite i post) e indiretta tramite le mail (curioso che abbia più mail che post!) lo rendono assolutamente diverso rispetto ad un diario personale. La parola scritta sul web (per quanto anonima e priva comunque di contenuti scoppiettanti) è profondamente diversa rispetto alla parola scritta con l’inchiostro: più viva e forse meno profonda perché più veloce.

 

Anche i contenuti a cui pensavo all’inizio erano molto diversi da quelli che poi giorno dopo giorno ho scritto. Credo sia naturale ma questo è una testimonianza concreta di come il tempo cambi le persone e i modi di comunicare anche con se stessi!

 

Comunque mi sto divertendo un sacco ad esplorare gli infiniti mondi del blog, che sono poi gli infiniti mondi di ognuno di noi.

La ragnatela di interazioni che si creano attraverso pochi post in rete sono incredibili così come sorprendenti sono le affinità culturali e di sentimenti che si realizzano in pochi click.

 

Per concludere il post vorrei citare il pensiero (la frase esatta non la ricordo acci …) di Giuseppe Granieri che vede il Blog come il “completamento della rete” perché ha reso possibile non solo l’accesso ad un numero enorme di informazioni (questo già con il Web era possibile) ma ha permesso la pubblicazione e l’elaborazione di un numero ancor più grande di informazioni. E l’unico filtro di queste informazioni è quello democratico della qualità : si è letti se ciò che si dice è di qualità e non si passa attraverso il filtro di entità esterne (editori, webmaster, moderatori ...) potenzialmente pericoloso e censorio. La tecnologia permette quindi ( e questo concetto di Granieri mi piace moltissimo) di rendere la conoscenza un gioco non più a somma zero. Per la verità lo era anche prima ma per dirla in termini matematici la tecnologia incrementa in maniera quasi esponenziale la somma!

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categoria : pensieri, diario, sensazioni, blog

postato da caroziggy alle ore 13:24
lunedì, 18 settembre 2006

Oggi passeggiando per via Dante a Milano mi sono concesso qualche frammento della mostra fotografica all'aperto "Italia - Emozioni dal cielo". E' incredibile come a volte anche i paesaggi e i monumenti più famosi cambino il loro aspetto se si sposta la prospettiva ...

emozionidalcieloburano

 

Mi è venuta in mente la scena del film "Attimo fuggente" in cui il professore Keating sale sulla cattedra e dice:

"Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva. "

Peccato che il sito della mostra http://www.emozionidalcielo.it/ sia ancora in costruzioni e mostri pochissime immagini.

 

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categoria : diario, sensazioni, foto

postato da caroziggy alle ore 08:44
lunedì, 18 settembre 2006

Ci sono tanti episodi apparentemente insignificanti e casuali nella vita che a volte fanno apprezzare aspetti di essa ignoti o perlomeno poco conosciuti …

Non ricordo come sia finito nel blog, può darsi per quella compulsava tendenza al click selvaggio ormai presente in me. Poco importa comunque. Il blog si presenta interessante, l’autore scrive in maniera originale, gradevole e accattivante, sopra la media , che pure ritengo alta della comunità splinder. Ma certo … scopro qualche minuto dopo … è uno scrittore! La copertina di un libro fiancheggia il corpo del suo blog.

La pausa pranzo in libreria alla ricerca dell’ennesimo nuovo libro completa l’opera. L'occhio che cade sulla copertina vista in mattinata, una comoda poltrona lì apposta per la lettura. Sì ho fatto il "portoghese" e ho letto i due racconti senza acquistare il libro ma credo di aver già dato tanto (nel senso di soldi e spazio) all'editoria italiana. Sicuramente quando mi capiterà comprerò il libro.

I racconti, anzi in particolar modo uno “maionese” mi ha emozionato, nel senso più proprio del termine, non in quello fisico della lacrimuccia …

Tutto il racconto si svolge in pochi minuti in un supermercato e racconta le dinamiche emozionali dell’incontro “particolare” tra la moglie e il suo amante di un uomo “qualunque”. Sì, l’articolo determinativo maschile non è un errore di battitura, il racconto è anche incentrato su un amore gay ma per citare l’autore (con cui ho avuto uno scambio di mail successive alla lettura) quest’ultimo “è solo un'optional, un dettaglino secondario che nulla ha a che fare con i meccanismi della vita o, tantomeno, con le emozioni”. Nulla sarebbe cambiato nell’efficacia del racconto se l’articolo determinativo fosse stato al femminile, a mio modo di vedere.

Però questo l’ho capito dopo e il racconto mi ha fatto percepire (prima ne ero solo formalmente o solo superficialmente convinto) come l’amore gay abbia dinamiche, problematiche e sensazioni assolutamente analoghe a quello che la maggior parte di noi conosce bene.

 

Forse ho scoperto l’acqua calda ma a volte un click selvaggio o meglio un racconto scritto bene fa cogliere aspetti della vita a cui magari “per una vita” non ci si è mai accorti.

E alla fine qualche dato: il libro in questione è “Men on men. Antologia di racconti gay vol.4”

 

menonmen

Il blog dell’autore è http://danielevecchiotti.splinder.com/ 

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categoria : vita, racconto, sensazioni, libro

postato da caroziggy alle ore 12:58
martedì, 12 settembre 2006

Ho terminato stanotte di leggere “Io uccido …” di Giorgio Faletti.

Io_uccidoEra uno di quei libri la cui “mole” (quasi 700 pag) e l’eccessiva pubblicità avevano scoraggiato finora la lettura, forse ancora provato dallo “scontato” Codice da Vinci.

Invece … la sorpresa arriva fin dalle prime pagine “Io uccido …” non è solo uno splendido thriller! E’ anche un sottile romanzo psicologico dove i tratti caratteristici e nevrotici del nostro mondo vengono tracciati con abilità e con distacco ironico. Non credo che come afferma D’Orrico sul Corriere della sera ( e sul retro dell copertina …) Faletti sia “il più grande scrittore italiano" contemporaneo ma sicuramente la lettura scorre fluida e sempre attenta, non frenetica e ossessiva come nei romanzi dei thriller americani alla Dan Brown.

Faletti scolpisce in maniera nitida e efficace i sentimenti dell’animo umano, anche i più neri.

E’ difficile ( a me non era mai capitato) commuoversi leggendo un giallo o thriller. Invece in più punti del libro l’autore coinvolge in maniera così forte e analitica il lettore da rendere anche la frase finale di resa del colpevole pluriomicida non scontata: non solo soddisfazione per la soluzione imminente di una serie di delitti si coglie dai pensieri del protagonista e del lettore …

Un altro aspetto che mi ha favorevolmente colpito è la “scientificità”. Le descrizioni dei dettagli (dalle incisioni sul corpo delle vittime ai tramonti, ai pensieri dei protagonisti) sono precise, puntuali, pregne di un realismo che non le ripulisce comunque dalle sensazioni dei protagonisti.


Oltre il trhiller, peraltro ben confezionato, c’è qualcosa di più nel libro, quel mix che definirei “realismo romantico” che è tra l’altro, in questo momento quel punto di equilibrio che vorrei raggiungere interiormente (ma questa è un’altra storia a cui vorrei dedicare un post …).


Al di là comunque di tutto un libro che consiglio caldamente!

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categoria : vita, sensazioni, libro

postato da caroziggy alle ore 15:58
martedì, 05 settembre 2006

Oggi ho voglia di raccontare perchè ho deciso di iniziare a scrivere il blog, come avevo anticipato nel mio primo post.

Tutto nasce da un'acquisto quasi compulsivo in una grande libreria milanese. Il solito piacevolissimo girare senza meta tra gli scaffali ed un mix fatidico di copertina e titolo calamitanti. Il seguito è quasi scontato ... l'inizio della lettura in treno e la fine in una fresca nottata estiva, qualche giorno fa.

Il libro è "L'uomo che voleva scrivere una lettera" di Evelio Josè Rosero

RoseroEveliol

In breve sintetizzo (copiandolo dalla sotto-copertina) la storia:

Quando improvvisamente in un individuo solitario sorge il desiderio di comunicare con qualcuno, di scrivere una lettera, questo pensiero non lo abbandona più. Non ha memoria di nessuno a cui poterla inviare, e questa è la riprova del suo totale isolamento. Una sera, mentre cammina sotto il diluvio in un parco, dal buio emergono creature improbabili, streghe, giraffe e una meravigliosa ragazza dagli occhi azzurri fluttuante sulla sua bicicletta. A lei, per lei scriverà la lettera. Ma quando di notte la vede sotto il tendone del circo, addormentata sulla sua bicicletta, le braccia come ali, in equilibrio nei suoi sogni, decide che non la sveglierà. Dentro di lui qualcosa resiste...

Ho trovato nel libro un qualcosa di Kafka e una sottile nota fantasy piacevolmente mixate in una atmosfera che tradisce le origini sudamericane dell'autore. Il racconto si legge in maniera veloce e quasi surreale.  Il problema, si fa per dire ..., è che mi sono immedesimato in maniera improvvisa nel protagonista!

L'incapacità del protagonista nello scrivere una lettera mi ha fatto ricordare da quanto tempo non scrivessi qualcosa che non fosse una specifica tecnica o una comunicazione quotidiana spiccia (mail, chat ...): insomma qualcosa che raccontasse qualcosa del mio io ... . Ho passato in rassegna quasi tutta la notte (ahimè che duro risveglio!) le tante volte in cui ,dopo la chiusura del mio caro vecchio Ziggy cartaceo, avrei voluto scrivere una frase, una parola, due versi sulle sensazioni e sui pensieri che provavo ma non l'avevo fatto. Forse per pigrizia, forse per fretta, forse per incapacità mentale.

Non voglio rovinare la lettura di chi non l'ha ancora letto e magari leggendo il mio post sarà incoraggiato a farlo ... ma  giunto alla scena finale del racconto ... sono uscito di casa per vedere se nel cielo stellato qualcuno aveva scritto qualcosa per me!

Non avendo trovato nulla ... ho deciso di iniziare a scrivere un blog!

PS: una piccola postilla per evitare delusioni se mai "qualcuno" leggerà questo mio post: non è vero che nessuno ha mai scritto qualcosa per me (anzi ...) ma quella sera nel cielo per me non c'era nulla!

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categoria : scrivere, diario, sensazioni, blog, libro

postato da caroziggy alle ore 08:58
lunedì, 04 settembre 2006

Dal momento che mi sono giunte (da fuori e dentro la community) alcune richieste di precisazioni sulla persona speciale a cui si riferiva la mia poesia credo sia giusto fare due piccole aggiunte al post di Venerdì.

La persona speciale è mio figlio (3 anni e mezzo) che mi riserva ogni giorno incredibili (per noi adulti ...) domande e effettua spesso osservazioni non scontate sulla realtà che impara a conoscere ogni giorno sempre di più.

Dopo aver scritto di getto quei pochi versi che ho postato venerdì, rileggendoli, ho apportato due piccole modifiche che li rendono meno personali ma forse più leggibili. Li posto per futura memoria.

Sensazioni bambine (versione 2)

 

Incontrare sfumature serali mai viste nel secco tramonto estivo

E nell’insegna luminosa di una macelleria

Scoprire lentamente in un cono sapori celati dalla fretta

E forme infinite e ricorsive

Ricordare l’ultima grande guerra leggendo una stele partigiana

E raccontando battaglie di plastica

Perdersi insieme sugli armonici dondolii di un altalena

Lasciando le nostri menti inquiete a guardare le stelle

 

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categoria : poesia, scrivere, sensazioni, bambino

postato da caroziggy alle ore 08:44
venerdì, 01 settembre 2006

Ieri ho trascorso una serata particolare con una persona speciale.

Stamattina viaggiando in treno nel dormiveglia generale ho scritto qualche verso perchè mi piaceva riassaporare quelle sensazioni leggere.

Sensazioni bambine

 

Incontrare sfumature serali mai viste nel secco tramonto estivo

E nell’insegna luminosa di una macelleria

Scoprire lentamente in un “ricoperto” sapori celati dalla fretta

E forme infinite e ricorsive

Ricordare l’ultima grande guerra leggendo una stele partigiana

E i giochi con il “set della guella”

Perdersi insieme sugli armonici dondolii di un altalena

Lasciando le nostri menti inquiete a guardare le stelle

 

      

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categoria : poesia, scrivere, diario, sensazioni, bambino