Mi succede a volte di essere certo di un concetto prefigurandomi mentalmente l'immagine che dimostra la sua veridicità.
Fino a ieri sera ero assolutamente convinto che "Particelle elementari" fosse una brillante commedia. Questa mia "folle" certezza era puntellata dall'immagine mentale (visionaria) della scritta "Commedia" nel retro del DVD maneggiato per caso qualche giorno fa in un negozio. Sicuramente la locandina e la "leggera" sintesi del film in un sito web avevano reso granitica la mia certezza ...

Per questo forte è stata l'insistenza con mia moglie nel vedere un film sicuramente adatto al suo momento (nel bel mezzo della seconda gravidanza), film commedia che avrebbe tenuto lontano incubi, sogni negativi e paure tipici della situazione.
Se qualcuno ha già visto il film può smettere di leggere il post ed è autorizzato a ridere a proprio piacimento.
Per gli altri posso sintetizzare che non riesco ad immaginare un film meno adatto ad una donna gravida ... problemi esistenziali e turbe pscichiatriche, scene di suicidi, gravidanze interrotte per problemi organici e non, un pessimismo di fondo sulla condizione umana. Il tutto condito qua e là con battute ironiche che lasciavano anche presupporre ad una virata in commedia del film ... insomma è stata una vera tragedia. Alla fine a 14 minuti dalla fine del film mi sono totalmente convinto della reale "drammaticità" del film e nel mio countdown mentale speravo nel minor numero restante di disgrazie ... ma la mia speranza si è sciolta come neve al sole ...
E così ho bissato la cazzata della scorsa gravidanza quando propinai (allora però quasi ignaro di cosa significa gravidanza per una donna) "Vajont" (peraltro opera di grande spessore) di Paolini. Allora ci vollero tre serate: questa volta fatto il danno ho preferito la soluzione unica ...
Conclusioni parte 1 (per mariti con donne gravide): Non è un film da vedere assolutamente anche se vostra moglie ve lo chiede in ginocchio
Conclusioni parte 2 (per tutti gli altri): Non mi ha fatto una grande impressione il film in generale. Mi sembra che non sia nè carne nè pèsce nel senso che non trovo la storia brillante e il messaggio filosofico che ne esce è molto annacquato e si potrebbe sintetizzarre con le parole di un critico di cui non ricordo il nome .. "quando gli uomini riusciranno a riprodursi senza il sesso avranno risolto tutti i loro problemi" ma aggiungo io che tristezza!
Naturalmente accetto critiche soprattutto da chi non avendo una gravidanza in famiglia può fornire una recensione più serena!
Stimolato dalla lettura di Blog! (a proposito un po' tecnico ma molto interessante) ho aggiunto nella sezione strumenti della colonna di destra del mio blog una nuova funzionalità mutuata da Technorati, una sorta di motore di ricerca (e forse qualcosa in più) dedicato ai blog.
La nuova funzionalità è la ricerca interna al blog stesso, qualcosa che cercavo da tempo (viste le scarse performance della ricerca di splinder!) ma forse per mia ignoranza non avevo mai trovato (avete provato con altri strumenti?). Sì qualcuno di voi dirà ... ma basta un banale trova all'interno del browser! Questo è vero se ci limitiamo ad una sola pagina, ma quando il blog si ingrandisce ed esce dalla pagina non funziona più salvo dover iterare il trova su tutte le pagine.
Ho testato anche come funziona ... e i risultati non sono ottimi! Nel senso che è perfetto sul titolo dei post mentre sul contenuto dei post, nel mio caso, è fermo a 41 gioni fa'. Cioè se cerco (provate salvo aggiornamenti dell'ultima ora ...) una parola contenuta in un post fino al 18 Settembre la trovo, dopo non me la segnala ancora. Questo credo dipenda dagli aggiornamenti dei loro motori di ricerca che sono periodici. Forse adesso che mi sono registrato la periodicità cambierà ...vi farò sapere.
Comunque in generale Technorati (come sito e servizi annessi) funziona bene! Se siete curiosi vi consiglio di registrarvi insieme al vostro blog per vedere il vostro ranking e un po' di info puntuali e sulla blogosfera in generale!
Se poi avete suggerimenti o domande fatemi sapere ... come sempre saranno benvenuti/e!

Da uno scambio di mail con una cara amica blogger e dalla lettura del già citato libro "blog!" sono scaturite una serie di riflessioni che vorrei condividere.
Nelle mail si parlava dell'importanza dell'aspetto voyeristico "che e' un po' lo spirito di tutta la blogosfera"
per citare il condiviso pensiero dell'amica. Stamattina però mi crucciavo un po' tra me e me pensando che in fondo è il principio dei tanto odiati reality-show, che ormai hanno invaso ed occupato ogni istante televisivo. Mi ero quasi autoconvinto, ottenebrato dal "grigiore" autunnale della nebbia mattutina padana, che in fondo il blog può essere cosiderato una forma intellettuale e tecnologica di reality.
Poi però sono passato a considerare quanto e come in effetti il mondo blog abbia influenzato la mia vita intellettuale. Quanti stimoli nuovi mi ha fornito! Argomenti sconosciuti approfonditi, argomenti noti condivisi e visti sotto le più diverse angolature. Creatività intellettuale, ormai sopita da anni, improvvisamente adrenalinizzata! Relazioni umane nuove e di una vitalità sorprendente! E tanto altro ... tutto molto molto lontano dalla passività di un reality.
Certo è innegabile che a volte ci si perda nel seguire qualche bloggettino con storie accattivanti: ma tutto questo è passeggero e connaturato con l'innata leggerenza di una parte di noi (nel senso sia individuale che collettivo)
Poi in metrò nella lettura di Blog! mi sono imbattutto in una riflessione diametralmente opposta e un po' enfatica sulla blogosfera che vi cito per avere opinioni in proposito:
"Il fenomeno del blogging costituisce un modello di ciò che James F.Moore ha soprannominato la seconda superpotenza. Questo non è uno stato nazione bensì la forza sociale della cittadinanza illuminata di tutto il globo, la sua coscienza co-creata, la sua capacità collettiva di inventare, agire e cambiare il mondo. I blogger, sostiene Moore, rientano tra i componenti chiave di questa super-potenza fornendone un istantaneo della sua coscienza globale."
Mi piacerebbe tanto che Moore avesse ragione ma non ne sono convinto pienamente. Sicuramente i blog non sono solo un reality show: sono uno mezzo di crescita individuale e quindi collettiva come tutti gli strumenti di networking della conoscenza.
Il post si è dilungato eccessivamente ... e voi che ne pensate?

Ieri sera leggendo il libro, oggetto del mio ultimo post, mi soffermavo sugli esempi di proto-blog che uno degli autori citava. A parte la suggestiva ma un po' "tirata" affermazione che le incisioni rupestri rappresentino il primo esempio di blog nella storia dell'uomo, un altro esempio ha colpito la mia fantasia: i commonplace books.
Questa sorta di "bloc-notes" si affermarono nel XV secolo in Inghilterra quando la carta divenne più disponibile e quindi più economica. Sembra che in questi fogli i lettori, gli scrittori e gli intellettuali dell'epoca usasessero scrivere citazioni, proverbi, poesie, passi salienti di libri, formule legali, concetti che stavano loro a cuore e che avevano imparato.
Ma la cosa che li rende in effetti più simili ai blog attuali è che questi quaderni erano assolutamente unici poichè erano funzione delle passioni, degli interessi e degli studi degli autori stessi!
Uno dei più famosi che ci sono rimasti (immagine "rubata" alla British library) è una raccolta di detti trascritti da John Milton stesso

Oggi, nella mia consueta passeggiatina mattutina verso la stazione, pensavo ed ero affascinato dall'idea che quello che facciamo oggi è in fondo identico a quello che facevano gli uomini diversi secoli fa ...
Quello che è cambiato in fondo è "solo" l'aspetto tecnologico che ha però allargato la diffusione!
Buona continuazione di commonplace books a tutti i miei amici blogger!
"Chiunque può avere un blog, un suo spazio sulla Rete. Uno spazio che può anche essere piccolo e poco frequentato, come un appartamento di periferia in fondo ad una strada poco illuminata. Ma se il blog comunica a poche persone, anche a una sola, una idea nuova e potente, questa si potrà diffondere nel grande oceano della Rete per trovare la sua strada". Beppe Grillo
Citazione tratta dalla prefazione di Blog! di David Kline e Dan Burstein

Avevo letto recensioni positive sulla rete ... l'avevo già "mordicchiato" una sera in un centro commerciale. Conosco e stimo Kline come economista.
Oggi ho trovato il libro nuovo a metà prezzo al Libraccio (da 22 a 11 euro) e non ho resistito all'acquisto.
E' una analisi a 360° (dall'economico al sociale) sul fenomeno blog.
La frase di Grillo (con cui non sempre sono d'accordo ...) la trovo assolutamente affascinante.
Vi farò sapere ...
Riflettevo stamattina, mentre camminavo verso la stazione attraversando la città ancora dormiente, sul numero di amicizie, sugli interessi e sugli approfondimenti che sono nati nel mio piccolo universo grazie alla tecnologia internet, dai primi siti fino ad arrivare ai blog. E'incredibile! Li cercavo di "ripassare" uno ad uno nella mia mente cercando di fissare la casualità della incontro o della scoperta ma erano spesso talmente tutti interconnessi che la mia mente si è persa in un labirinto di emozioni e di ricordi. In effetti forse più che labirinto si trattava di una sorta di iperlink mentali: lasciando spaziare la memoria mi sembrava che questa "navigasse" proprio secondo la struttura tipica della Rete. Mah ... forse suggestioni mentali. Sull'onda di queste riflessioni mattutine ho deciso che inserirò nel mio blog periodicamente segnalazioni, memorie e opinioni sugli incontri più significativi.
Oggi volevo segnalare un sito di un amico (Roberto Albanesi) con cui, pur senza alcun "incontro fisico", nel corso del tempo mi sono trovato in sintonia perfetta.
Sito: http://www.albanesi.it
Argomenti: Sport (corsa in particolare), alimentazione, psicologia e argomenti scientifici in genere. E poi ancora tanto altro ...
L’incontro: assolutamente casuale un anno fa': ero alla ricerca di una macchina del pane. Un amico mi aveva consigliato le Severin e una ricerca su Google mi ha portato sul sito . Da qui la visita ad altre aree del sito ed è stata subito empatia per tutta una serie di opinioni e idee sulla vita e sul come viverla.
Perchè mi piace: Perchè parafrasando una celebre frase di A.Einstein "E' un sito di valore non di successo" (poi auguro anche il successo ...). Perchè ogni argomento è trattato in modo approfondito. Perchè "trasuda" rigore scientifico ...
Poi ovviamente non sono cosi talebano da condividere ogni "riflessione" presenti sul sito ma non sarebbe neanche coerente ...
Passo e chiudo ... se siete curiosi andate a guardarlo e postatemi qualche commento
Ricordate il mio post sul costo del collegamento WI-FI nell’hotel romano dove avrei trascorso la seconda parte della scorsa settimana per una convention aziendale? Bene immaginatevi il mio umore quando sul posto ho scoperto che il prezzo era addirittura il doppio (10 euro all’ora) rispetto a quello che mi avevano comunicato telefonicamente …
Di fronte però a questo strozzinaggio anche la mia “malattia” di essere connesso ovunque mi trovi è stata frenata da considerazioni etiche e di principio: non mi andava di essere preso per i fondelli! Così sono rimasto off-line per 4 giorni e la conclusione è sorprendente: si sopravvive! Si erano ormai forse 4 anni che non mi succedeva per un periodo così lungo ma vi garantisco che si può fare …
Non soltanto si può fare ma mi ha permesso di godere di uno dei più grandi piaceri della vita cioè correre al mattino presto immerso nel verde. Non bighellonando di notte tra lavoro, blog e siti amici mi sono concesso il lusso di sane levate mattutine e di emozionanti ore di corsa nel parco di villa Doria Pamphili (http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Doria-Pamphili) .
Fare sport appena alzati alla mattina lo considero da sempre uno dei migliori modi per volgere al meglio la giornata nascente … in aggiunta correre in questo immenso e credo unico (come grandezza) polmone verde di Roma è veramente emozionante.
Purtroppo (e non avrei neanche potuto poiché la corsa per me è un rito da consumarsi senza soste e con un occhio anche al cronometro) non avevo la macchina foto ma l’immagine del sole che nasce dietro la cornice dei pini marittimi che circondano il parco sullo sfondo della skyline della vecchia Roma rimarrà per molto ancora scolpita nei miei occhi e nella mia mente
Correre immersi nei profumi della natura che si risveglia, avvertire l’umidità della rugiada che timidamente si fa sentire sulle caviglie, non sentire alcun rumore se non il battere del proprio cuore e i guaiti di un cane in lontananza: un vero miracolo nel cuore di Roma!
In effetti mezz’ora dopo (verso le 6,40) questa atmosfera magica veniva dissipata di clacson dei primi automobilisti nevrotici … ma intanto io avevo già rubato la parte migliore della giornata!
Antefatto: Con un mega-trolley e uno zainetto slim sulle spalle, di quelli da portatile tanto per intenderci, salgo sulla metropolitana a Milano Rogoredo. La sfiga vuole che proprio in quel momento ci sia una concentrazione di arrivi di treni e quindi di persone sovraumana … Riesco comunque a salire e cerco, trolley tra le gambe, di “rubare” il minimo spazio che un’uomo possa occupare in quella situazione e comunque non di più di quello occupato da un uomo di stazza abbondante
Fatto: Alla stazione di Porta Romana sale un uomo di mezza età con un libro in mano …
Misfatto: L’uomo, facendosi largo tra la ressa della carrozza, guarda bieco il mio zainetto … e rivolgendosi a me esclama “quello zainetto … non mi sembra proprio il caso!”. Al che staccando le mani dal trolley ed indicandolo a fatica gli rispondo “Sì ma guardi che ho anche il trolley oltre lo zainetto!”. L’incauto non aveva visto il trolley e mi aveva confuso con uno di quei viaggiatori, soprattutto ragazzini, che, non portando gli zaini di a mano, mandano fendenti a destra e a sinistra agli ignari passeggeri. A questo punto accorgendosi del suo errore di valutazione senza parola proferire … apre il libro che aveva in mano (formato A3 n.d.r.) urtando la signora al suo fianco e si immerge nella lettura occupando quasi il doppio del mio spazio …
Considerazione puntuale e generale: Ma perché le persone prima di parlare e di agire non osservano la realtà e la considerano nella sua globalità in maniera il meno soggettiva possibile (dire oggettiva mi sembra non umano a volte ..)? Questo che ho raccontato è un piccolo episodio ma purtroppo è la testimonianza di un certo modo di comportarsi dilagante nella nostra società!
Comunque come avrete capito dall’antefatto alla fine ho deciso di portarmi comunque il portatile (nonostante il costo da usurai che avrà la rete wireless nell’hotel) perché è prevalsa la volontà di rimare “connesso”.
Poi stamattina, ironia della sorte, sto scrivendo questo post sulla mia chiavetta USB (e non so quando riuscirò a pubblicarlo …), unico strumento di memorizzazione sopravvissuto al black-out totale della rete aziendale causato da un guasto elettrico …. E ci sono 300 persone ferme che stanno guardando all’in su: oggi in effetti la rete sembra valere molto di più di 5 euro all’ora!