“Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.”
[Ultima pagina di “il più grande calciatore del mondo” di Renato de Rosa]
Ci sono parecchie cose “sbagliate” o giuste (dipende dai punti di vista come sempre …) in questo mio inizio post, elencandole lo esaurisco:
1) Quei pochi che mi leggono si sarebbero aspettati da me, dopo l’ultimo post che ha destato parecchia curiosità, che vi raccontassi quel libro. Nel frattempo però ne ho finito un altro di più semplice “lettura” (scusate il gioco di parole ..) e preferisco riflettere ancora un po’ sul finale dell’altro perché mi ha sorpreso non poco …
2) La citazione iniziale del post è si tratta dal libro che cito ma è la poesia “i giusti di Borges”: la trovo di una semplicità e di una forza esplosiva!
3) Il libro che nel frattempo ho letto è stato scritto da un amico blogger http://renatoderosa.splinder.com. Direi che la descrizione che si trova nel blog del libro (http://ilpiugrande.splinder.com) “una storia ironica, graffiante, esilarante, per ridere in libertà sul folle mondo del calcio” è perfetta.
L’inizio è soft, forse anche un po’ scontato, ma poi pagina dopo pagina l’ironia sul mondo del calcio e un po’ su tutta una parte della nostra civiltà moderna diventa chiara, palese quasi imbarazzante. Di fronte a certe battute del protagonista si finisce per dire “ovvio” e poi si scopre riflettendo che tutto funziona al contrario … e il finale, a sorpresa, è la sintesi di tutto il libro. Piacevole , molto piacevole!
Alla prossima!
Ci sono momenti della vita che valgono la vita stessa …
La citazione che segue è tratta dal libro che sto leggendo: non lo nomino neppure (lo farò a suo tempo) perché non mi piace parlare della narrativa prima di averne terminato la lettura e per non togliere nulla all’intensità di queste righe.
Raramente ho letto una prosa che descrivesse questi momenti con tanta intensità e calore.
“L’uomo più saggio che abbia mai conosciuto … un giorno mi aveva spiegato che nella vita non c’è nulla di paragonabile all’emozione che si prova quando si spoglia una donna per la prima volta. Non mi aveva mentito, ma mi aveva taciuto parte della verità. Non mi aveva detto dello strano tremore che trasforma ogni bottone, ogni cerniera in una impresa da titani. Non mi aveva detto della malia di un corpo palpitante, dell’incantesimo di un bacio, né di quel miraggio che sembrava ardere in ogni poro della pelle. Sapeva che il miracolo avviene una sola volta nella vita ed è fatto di trame segrete che, una volta svelate, svaniscono per sempre. Mille volte ho tentato di rivivere l’emozione di quel pomeriggio con Bea nella casa dell’avenida del Tibidabo, quando lo scrosciare della pioggia cancellò il mondo. Mille volte ho desiderato naufragare in quel ricordo, di cui mi resta solo un’immagine rubata al calore delle fiamme: Bea, nuda e scintillante di pioggia, distesa accanto al fuoco, mi fissa con uno sguardo sincero che non avrei mai dimenticato. Mi chinai su di lei e accarezzai il ventre con la punta delle dita. Bea mi sorrise,sicura e forte.
<<Fammi quello che vuoi>> sussurrò.
Avevo diciassette anni e la vita sulle labbra.”
“Le idee non nascono perfettamente formate, ma sono piuttosto un miscuglio indefinito di esperienza, intuito, speranze e ispirazione”
Kenichi Ohmae
Mi sento in un periodo della vita in cui in tutti i suoi momenti (affettivi, lavorativi, sociali …) vorrei usare tutta la creatività (forse molto poca …) e la capacità comunicativa che è in me.
Per questo quando riesco a farlo sento crescere l’autostima e mi sento molto gratificato.
E’ una senzazione strana e nuova per me che da buon ingegnere ha sempre, almeno in certi ambiti, dato poco spazio alla creatività e alla comunicazione.
Forse sto invecchiando direbbe qualcuno … o forse sto lasciando affiorare qualcosa che per troppo tempo ho lasciato inaridire in me.
Riflettevo infatti, sempre nei fecondi momenti in cui Morfeo abbraccia (oggi anche nel pomeriggio) il mio nanetto, sui segni di tutto questo: il blog, la scrittura di qualche verso per fissare sensazioni, il graduale passaggio dalla saggistica alla narrativa nelle letture, molti “passaggi” lavorativi cercati e raggiunti che mi stanno portando da un ruolo tecnico a uno manageriale-organizzativo, molte nuove relazioni sociali … e anche tanto altro.
Riflettevo, stimolato dall’ottimo blog di Stefano Massa, su cosa manca oggi all’agone politico italiano, indipendentemente dagli schieramenti.
Riflettevo anche sulla crisi, indiscutibile, dell’azienda Italia (intesa come sistema economico-produttivo) nel mondo.
Riflettevo anche sulle crisi familiari e individuali che ho sotto gli occhi ogni giorni tra amici e conoscenti.
Tutte queste mie riflessioni erano, come dire, mediate dagli spunti che mi ha offerto un interessantissimo corso di formazione che mi sono scelto e a cui ho partecipato recentemente sulla leadership riletta in ambito teatrale utilizzando e interpretando (anche in senso fisico ... che fatica!) i più eclatanti esempi offerti da Shakespeare (Bruto, Cassio, Cesare…) , Camut (Caligola) e da altri nomi illustri.
I pensieri e i ricordi, la docenza interpretata da una attrice professionista è stata tra l’altro molto efficace, si accallavano ma come spesso accade tutto questo, riflessioni e ricordi del corso, viaggiavano su binari paralleli ma apparentemente non convergenti …
Poi come spesso accade improvvisamente ieri sera, mentre attendevo che il mio nanetto cadesse nelle braccia di Morfeo, sono riuscito a mettere un po’ di ordine in questi miei pensieri e trovare un comun denominatore (certamente non l’unico ...) sulle crisi (politica, economica e sociale) che ci attanagliano.
Quello che manca in questo momento all’Italia politica è un leader che abbia una forte componente “visionaria” , cioè un leader per dirla alla Goleman (uno dei più efficaci descrittori di questo stile di leadership) che ispira e che spiega concretamente ma efficacemente alla gente il perché i loro sforzi contribuiscano alla realizzazione del sogno “comune”. Questo leader crede nella propria visione perché ne ha un’idea concreta in prima persona e grazie a questo riesce a creare verso di sé piena empatia. Vi prego che nessuno pensi neppure per scherzo a Berlusconi … ma devo dire per par condicio neanche a Prodi!
Cosi anche per le aziende (non per la mia … dove anzi paradossalmente abbiamo il problema opposto) medie italiane, ciascune dirette da un imprenditore padre padrone che non ha la minima capacità di vedere oltre il suo naso. E le aziende e le loro componenti migliori (quelle umane) ristagnano, muoiono o al più appassiscono con esse.
Il terzo passaggio, quello socio-individuale, è forse quello più ardito ma anche quello che sento con più passione in questo momento. Non vorrei passare per il Marzullo di turno ma credo che la vita sia fatta anche (non voglio smentire quanto scritto nell’odi et amo …) di passione e di sogni che vivono dentro di noi e che dobbiamo saper anche comunicare. Questi sogni sono spesso sogni comuni, che si condividono con l’altro (sia esso la moglie, il figlio, gli amici o i conoscenti) e che stimolano la vita relazionale di entrambi. Bene … quando si interrompe questa catena sogno (visione) –comunicazione – condivisione, cioè quando si spegne la componente “visionaria” che è in noi ecco lì nasce la crisi!
Con questa mia ultima riflessione forse delirante chiudo.
Siete autorizzati a darmi del visionario fin da subito ... anyway “I have a dream” …
"Visto che la luce viaggia più veloce del suono … sarà per questo che molte persone appaiono brillanti finchè non le senti parlare!"
Solo un commento: spiegazione illuminante ... la userò per cercare di capire alcune persone ...
semi di terra
su milioni di soli
e’ primavera