
Foto di Kiki
I vanigliati profumi delle brioches nascenti
Il vagito affamato di un neonato impaziente
I tenui colori cittadini del cielo secco all’alba
I pensieri evanescenti e vaporosi nella mente sveglia
L’acre odore dei giornali freschi di stampa
Il sorriso saggio e ironico di fronte ad un caffè fumante
Gli sguardi complici di due giovani e mattutini amanti
Una gazzetta letta su camion della nettezza urbana in attesa …
L’aria pungente a basso e dolce amperaggio
Una piantina guardata con interesse pensando al futuro.
“ Sur la Terre, elle et moi “ sognando ad occhi aperti …
Ormai l’arrivo di Alessandro (si ormai è quasi ufficiale vista l’insistenza con cui lo chiama e gli parla attraverso la pancia della mamma) si sente nell’aria. Topo minore sta entrando nel nono mese di vita e nell’aria di tutta la famiglia (nonni in primis) l’evento incomincia a prendere consistenza.
Topo maggiore non è esente … anzi.
Stasera dopo le storie lette prima di addormentarsi a luce spenta ha voluto una serie di rassicurazioni ripetute sul fatto che lui “è accudito con amore dal papà e da tutti i membri della sua famiglia” e lo diceva e lo ripeteva in duplice forma di affermazione e di domanda.
Io naturalmente lo rassicuravo come sto facendo ormai da mesi ma ciò nonostante, essendo figlio unico, non riesco fino in fondo a capire il trauma che può essere finire dopo 4 anni di essere figlio unico.
Nonostante ormai la componente “aggressiva” e “ negativa” dell’evento sembra momentaneamente superata permangono in lui un sacco di dubbi e interrogativi che non riescono ad essere placati neppure dalle maggiori attenzioni di cui sta godendo.
Ma perchè secondo voi le mie cravatte blu … tutte (siamo ormai giunte a quota tre) sono così irrimediabilmente ingorde di :
E’ la terza cravatta blu che si rovina praticamente irrimediabilmente per sua ingordigia … ma succede solo con quelle blu tinta unita e nelle diverse tonalità!
Incomincio a pensare che ci sia una congiura dell’ordine delle cravatte blu nei miei confronti … anche perché lo scopro sempre ad ore di distanza … a misfatto avvenuto … mai che si facciano cogliere sul fatto le bastarde!
Ma sto cominciando a pensare ad un patibolo per loro …
Foto di Idiolector
“Avrebbe potuto essere diverso, lo so – commentò QfwfQ – ditelo a me: ci ho creduto tanto, in quel mondo di cristallo che doveva venire fuori, da non rassegnarmi più a vivere in questo, amorfo e sbriciolato e gommoso come invece ci è toccato.”
I Cristalli [“Ti con Zero” di Italo Calvino]
Foto di FatabugiardaSarà la nuova paternità che si avvicina, sarà che causa otite da ieri notte all’una topo maggiore mi si è “Koalizzato” a tal punto da essere diventato una mia protuberanza … ma questa foto è diversi giorni che è diventata il mio screen-saver mentale.

Stamattina nelle sue consuete riflessioni sul riduttore del water topo maggiore ha scosso il mio torpore post-sveglia con un proposito per la giornata: “Oggi papà voglio bere il colesterolo!”.
Subito ho pensato che parlasse ancora nel sonno … sono rimasto in silenzio per qualche secondo e sono stato scosso da una sua seconda frase: “Oggi allora all’Iper mi compri il colesterolo?”. Che sia in crisi di ipocondria (non potrei certo scagliare la prima pietra …) e che pensi di essere affetto da ipocolesteromia? Non è poi così tanto grave … visto che ormai tutti sono atterriti dal suo contrario!
Poi vedendomi particolarmente incredulo si è spiegato: “Sì quella bibita rossa (particolare fondamentale n.d.r.) che prende sempre la nonna … e anche che beve L. (il suo compagno d’asilo nonché attuale faro della sua vita …)”. Capito … visto che mia madre atterrita dal colesterolo a 245 … si imbottisce di questi simil-yogurt a base di steroli vegetali confezione a bottiglietta piccola! Topo quando la vede smania dalla voglia di assaggiarli … ma si è sempre fermato al divieto impostogli dalla nonna che gli spiega che è per il colesterolo. L’aver visto giovedì “Il suo compagno” bere lo stesso simil-yogurt (credo quest’ultimo a base di fermenti lattici speciali) lo ha indotto a rompere gli indugi e ad invocarli.
Così oggi appena pagata la spesa ha preteso la sua dose di “colesterolo” (versione ovviamente per bambini arricchiti con il Bifidus attivo) e stasera dopo la favola serale si congedato dicendo “Papi domani beviamo tanto colesterolo!”
E così sia …
"Il mare d’inverno è un concetto che il pensiero non considera
è poco moderno è qualcosa che nessuno mai desidera
alberghi chiusi manifesti già sbiaditi di pubblicità …"
[Enrico Ruggeri – Il mare d’inverno]

Foto di Arka
Stamattina mentre ascoltavo la canzone sull’affollatissima linea metropolitana gialla pensavo quanto sono importanti i “mari d’inverno” della mia vita, cioè quei luoghi e momenti fisici o virtuali (ma io preferisco quelli fisici …) in cui riesco a essere solo con me stesso e a ricaricare le pile: archiviare il passato, godere il presente, immaginare nuovi obiettivi per il futuro.
Correre la sera sotto la luce della luna è uno dei miei mari preferiti. Ma anche senza luna è comunque un momento illuminante e rilassante!
Stamattina nella mia consueta “rassegna mail” quotidiana lavorativa e non (spesso le cose si mischiano in un circolo virtuoso ... ) mi sono imbattuto nella segnalazione di questa meravigliosa iniziativa del blogger canadese MCM.
Citando dalla newsletter (Apogeonline) da cui sono venuto a conoscenza della lodevole iniziativa:

"Il Porcellino e la Scatola", frutto della creatività del blogger canadese MCM, nasce nel solco della disputa ormai culturale, oltre che legale, tra pro e contro DRM (gestione dei diritti digitali n.d.r.).
Si tratta di un breve ebook, 16 pagine in formato PDF, pensato per insegnare ai più piccoli, ma anche ai più grandi, che la condivisione con il prossimo non è necessariamente un male, anzi... e che a volte gelosia e possessività possono causare più danni che altro.
La lettura è veloce e gradevole ma i contenuti sono “forti” e ben chiari.
Considero la condivisione a tutti i livelli (lavorativi e non) la speranza e il futuro del mondo. E’ per questo che sto scrivendo questo post che probabilmente mi costerà una pausa pranzo più breve … ma è un valore a cui credo e che tengo, per quanto limitato possa essere il mio contributo, a diffondere il più possibile.
Dimenticavo … questo è il link al libro (rilasciato con licenza Creative Commons) e questo è il link al meritevole blogger, che grazie alla stupenda forza della condivisione della conoscenza sta traducendo la favola in tutte le lingue del mondo …
Buona lettura a tutti voi e anche a tutti i vostri topi …
Ci sono libri che trovo assolutamente inquietanti. Di solito finiscono dopo poche pagine nella libreria per un tempo non ben precisato. Raramente mi succede che nonostante li trovi inquietanti provi una “pulsione convulsiva” a proseguire la lettura fino a giungere alla fine.
E’ stato così per “la contessa sanguinaria” di Alejandra Pizarnik, scrittrice e poetessa argentina ma di origine ebraica.

Il racconto rivisita in maniera molto moderna e originale il mito seicentesco della contessa Erzsebet Bathory, una sorta di Dracula al femminile, secondo la leggenda, responsabile di centinai di atroci e variegate uccisioni di giovani vergini.
L’interpretazione che ne dà
In particolare nel descrivere i tratti melanconici della contessa
“Credo che la melanconia sia un problema musicale, una dissonanza, un ritmo alterato. Mentre fuori tutto accade con un vertiginoso ritmo da cascata, dentro c’è una lentezza esausta da goccia d’acqua che cade di tanto in tanto. Ecco perché quel fuori contemplato dal dentro melanconico risulta assurdo e irreale e costituisce “la farsa che tutti dobbiamo rappresentare”. Ma per un istante – grazie a una musica selvaggia, o a qualche droga, o all’atto sessuale nella sua massima violenza – il ritmo lentissimo del melanconico non solo riesce ad accordarsi con quello del mondo esterno, ma lo supera con un eccesso indicibilmente gioioso; e l’io vibra animato da energie deliranti”.
Ogni volta che leggo parole che descrivono così profondamente la malattia dell’anima e della mente la mia memoria (e insieme il mio cuore) torna indietro di ormai tredici anni all’esperienza di servizio civile presso un centro di giovani disabili mentali.
Fu un’esperienza intensa ma dura e cruda a cui non ero pienamente preparato. Mi ha fatto crescere molto, soprattutto mi ha fatto scoprire un’altra parte di me ma sicuramente mi ha lasciato qualche cicatrice .
Concludo il post segnalando una bellissima poesia della Pizarnik, prima poetessa e poi narratrice, che descrive il tormento interno vissuto in buona parte della vita, terminata nel 1972 con un suicidio per overdose.
Qualcuno misura singhiozzando
l’estensione dell’alba.
Qualcuno pugnala il cuscino
in cerca del suo impossibile
spazio di quiete.
Alejandra Pizarnik
Stamattina all’arrivo in ufficio mi aspettava sulla scrivania il libro “365 ricette per la macchina del pane”, prestato il giorno prima al collega M.M.(economista .. ndr che servirà più avanti) , con una scritta bella grossa su un post-it rosso: “GRAZIE 1000 M.M.”.
Bene, penso io … finalmente dopo l’acquisto da me perorato della mitica “macchina del pane”, M.M. ha potuto godere dei preziosi consigli del libro, avuto insieme all’acquisto presso il sito amico albanesi e peraltro non edito in commercio.

Appena vedo M.M., buttando la testa nel suo ufficio, chiedo quale ricetta ha sperimentato del mio libro per generare un ringraziamento così sentito e vivo.
M.M. appena mi vede, sorride, si alza dalla sedia e mi viene a stringere la mano esclamando trionfante: “Grazie caroziggy, tu e il tuo libro siete riusciti in pochi minuti a far scegliere la facoltà a mia figlia A. dopo mesi di tentennamenti … non finirò mai di ringraziarti!”.
Caroziggy diventa pensieroso … è venerdì, sta pensando ad un sacco di cose lavorative che dovrà fare prima di “poter santificare” il week-end, ma francamente non capisce …. Come un libro di ricette può arrivare a tanto?
M.M. capisce di aver disorientato caroziggy e quindi subito incalza … “Sai ieri sera mentre scegliavamo la ricetta dal tuo libro A. ha cominciato a vedere tutte le annotazioni che hai scritto a fianco ad ogni ricetta: risultato ottenuto, variazioni effettutate per migliorare la ricetta o per compensare la mancanza di ingredienti … e ha cominciato a chiedersi chi fosse quel pazzo che annotava meticolosamente tutte ste cose. Sai io ho tentato di resistere ma poi ha visto la tua ricetta base per il pane:
X gr farina
X/2 gr – ε acqua
Olio (due cucchiai standard)
Sale (un cucchiaino da the))
Zucchero (un pizzico)
Lievito birra fresco X/20 gr
E mi ha urlato: “chi è questo pazzo che scrive ste cose?” e allora ho dovuto dire che eri tu e che sei ingegnere economico-gestionale …. Sono bastati pochi secondi per farle esclamare: “Non voglio diventare come lui … non farò ingegneria ma economia come mi consigli tu … avevi ragione papà!”.
Ah il potere dei libri … e di “poche” scritte! Il mio collega mi ha annunciato gratitudine eterna … e finora ho già “scroccato” una colazione … ma se i propositi di A. non cambieranno potrei riscuotere altro. Ma il mondo avrà un ingegnere in meno e un economista in più … questo mi è bastato per fare andare di traverso la colazione …
PS: X/2 gr – ε acqua è una scrittura “carozyggese” per dire che di acqua ce ne vuole metà in grammi rispetto alla farina meno un pochettino piccolo in funzione delle condizioni climatiche che influenzano l’umidità della panificazione.