Quanto sia vana ogni speranza nostra,
quanto fallace ciaschedun disegno,
quanto sia il mondo d'ignoranza pregno,
la maestra del tutto, Morte, il mostra.
Altri si vive in canti e in balli e in giostra,
altri a cosa gentil muove lo ingegno,
altri il mondo ha, e le sue cose, a sdegno,
altri quel che drento ha, fuor non dimostra.
Vane cure e pensier, diverse sorte
per la diversità che dà Natura,
si vede ciascun tempo al mondo errante.
Ogni cosa è fugace e poco dura,
tanto Fortuna al mondo è mal costante;
sola sta ferma e sempre dura Morte.
[Lorenzo de' Medici]
Di solito il mio spirito scettico non presta la voce a queste notizie allarmistiche ma la fonte autorevole che la riporta e la rigorosità scientifica delle argomentazioni richiedono probabilmete un attimo di attenzione anche da parte vostra.
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Un libro così si compra e si legge per:
La bellezza minimalista della sua copertina.
l'affascinante commistione di letteratura, storia, filosofia e corsa.
il bellissimo ricordo dei “drammi sportivi” dell'incredibile Fernando Mamede, incapace di reggere la benché minima pressione agonistica.
la capacità “quasi lirica” dell'autore di raccontare le emozioni che si provano correndo.
i frammenti di personaggi noti e sconosciuti di un secolo di podismo.
E infine una citazione (dalla copertina) che sento quanto mai mia
“ La corsa è un'ascesi senza religione, un percorso di liberazione dai luoghi e dai non luoghi, dai limiti dello spazio e del tempo”
"La felicità è l'integrale dello stato emozionale rispetto al tempo"
Lo so ... è una "citazione da ingegnere" ... subissatemi di fischi ma la frase mi piace tantissimo e se volete approfondire leggete il contesto.
E’ stato un grande della terra dei miei nonni materni. Terra dove ho trascorso i primi 17 estati della mia vita in un ambiente agreste e contadino di cui conservo ancora meravigliose istantanee.
E’ stato come molti altri grandi riscoperto a poco a poco in questi ultimi 20 anni grazie e soprattutto a un gruppo di irriducibili studiosi e volontari locali e non.
Si tratta di Pellizza da Volpedo , il cui nome non vi dirà nulla se non sapete che è l’autore del celebre Quarto Stato. Sì trattasi di uno dei pochi artisti dal nome quasi sconosciuto e dall’opera principale famosissima!
Quest’anno si celebra il centenario della sua tragica morte. Gli eventi celebrativi sono tanti e sono qui elencati se qualcuno fosse della zona o meditasse una gita per l’occasione. Tutti sono stati e saranno impeccabilmente organizzati e curati come lo sono stati negli ultimi anni.
Sabato sera in particolare s’inaugurava in occasione della notte bianca ( a proposito …che meraviglia seccati i due topi e in custodia ai nonni potersi godere un brandello di nottata!) una piccola ma meravigliosa mostra con quadri dei più importanti divisionisti italiani.
La mostra “ha come fulcro centrale Idillio primaverile, un capolavoro dipinto tra il 1896 e il 1901, intessuto da sofisticati rapporti di luce, controluce e di sottili iridescenze, che viene posto a confronto per la prima volta con il bozzetto preparatorio del 1892 circa e con il Girotondo proveniente dalla mostra “Divisionism-Neoimpressionism del Guggenheim Museum di New York (aprile-agosto 2007)

Idillio primaverile o Girotondo è forse il quadro a cui sono più legato sia dal punto di vista della bellezza artistica sia per il caleidoscopio di emozioni e sensazioni che mi genera.
In questo quadro trovo particolari, colori, sfumature sempre diverse tutte le volte che lo guardo in particolare nelle poche (finora 5 ) occasioni che mi è capitato dal vivo.
Mi ritrovo tutte le volte bambino nei suoi mille colori, evocatori dei sogni e dell’ingenua spensieratezza di quell’età. Ritrovo ancora vive in me quelle meravigliose sensazioni di profumi e colori della primavera avanzata che preludevano ai riposanti e “giocosi” estati volpedesi.
… Anche Pellizza era molto legato al quadro dal momento che proprio la seconda versione Girotondo (terminata postuma da un pittore suo amico) fu cominciata per poter disporne di una nuova versione, da l momento che la prima fu venduta subito dopo l’esecuzione.