“L’atletica è una perfetta metafora della letteratura e la letteratura una perfetta metafora dell’atletica. Scrivere e correre, due attività così lontane e così vicine, la prima da svolgersi seduti e a spalle chine, la seconda petto in fuori e gambe a mulinare.
Ci vuole talento per riempire la pagina bianca e per macinare strada, ma soprattutto ci vogliono disciplina, allenamento, senso tattico, umiltà e conoscenza delle proprie qualità e dei propri limiti”
Marco Cassardo [“Penna, gambe e tanta pazienza” - Correre – Febbraio 2008]
Raramente il momento della morte è trattato con un mix di serenità, lucidità e poesia.
In un mondo che ha rimosso l’idea della morte mi è dolce e lieve scoprire questi versi …
"Ora viaggiatore, parti.
Spesso ti sei avventurato sui mari, cauto incrociando, studiando le carte, ritornando debitamente al porto e agli ormeggi; ma ora obbedisci al segreto desiderio che hai nutrito nel cuore...
abbraccia i tuoi amici, lascia tutto in ordine, per non tornare più al porto e agli ormeggi, parti per la tua crociera senza fine, vecchio marinaio"
“Now Voyager depart! (much, much for thee is yet in store;)
Often enough hast thou adventur’d o’er the seas,
Cautiously cruising, studying the charts,
Duly again to port, and hawser’s tie, returning:
—But now obey, thy cherish’d, secret wish,
Embrace thy friends—leave all in order;
To port, and hawser’s tie, no more returning,
Depart upon thy endless cruise, old Sailor!”
[Walt Whitman – Leaves of Grass– “Now Finale to the Shore”]
"La gente non è disturbata dalle cose, ma dal modo di vedere le cose".
Epiteto
Il pupazzone con la lingua fuori incarna lo spirito di Topo maggiore: un adorevole (non cercatelo sul Devoto-Oli è un mio neologismo "storico" contrastato dalla rigorosa prof. Milionidisoli ...), complesso, originale burlone!