Lavorare nel cuore di Milano può essere stressante … ma può essere anche estremamente piacevole se si sanno cogliere gli aspetti piacevoli della città.

Foto by Panduh
Uno di questi … contrariamente ai luoghi comuni è il cibo. Con un po’ di pazienza, di curiosità e di ricerca si trovano locali che offrono le più svariate categorie di alimenti ai prezzi più vari.
Sono assolutamente convinto che unire varietà, qualità e economicità non sia assolutamente impossibile anzi ..
Nei miei ormai quasi 8 anni di lavoro in Corso Vittorio Emanuele ho imparato a conoscere, sperimentare e provare non sempre con successo pieno ma con percentuali di quest’ultimo crescenti autentici tesori del piacere gastronomico.
Intendiamoci … io ho un concetto molto elastico e non monocorde del pranzo: posso pranzare con una mega-coppa di gelato, con una pizza al trancio mangiata passeggiando, con un piatto di pesce fresco mangiato al banco o con una fiorentina e un bicchiere di Chianti.
Non sono un amante della quantità ad ogni costo ma della qualità sì …
Non sono un amante della ipocaloricità ad ogni costo ma dell’aspetto salutistico degli ingredienti sì (non demonizzo il burro anzi ma i grassi idrogenati per esempio cerco di evitarli …).
Nel corso del tempo ho aumentato i locali che frequento e che scopro nella pausa pranzo di un’oretta che non sempre riesco a congedermi …
Spesso amici e conoscenti mi chiedono consigli su dove e cosa mangiare … per facilitarmi ho finito di compilare un elenco di locali e negozi situati nel centro di Milano in un raggio massimo di 20 minuti a piedi da Piazza del Duomo (ma la maggior parte è a meno di 5 .minuti).
Terminato l’elenco, dove indico anche qualche consiglio su cosa mi piace consumare nel locale scelto, ho deciso di metterlo in rete (vedi link sotto) e condividerlo con voi caso mai qualcuno passasse in zona e volesse magari condividere le mie preferenze gastronomiche e chissa mai pranzare insieme (se vi capita mandatemi una mail ..).
PS1: Fatemi sapere se l’idea vi piace (cioè se devo aggiornarlo periodicamente) o se avete qualche domanda/curiosità sui locali segnalati
PS2: Aggiunte alla lista o segnalazioni negative o positive dei locali in lista sono graditissime!
Stamattina leggendo l’ultimo numero della rivista del Touring Club mi sono imbattuto in una bellissima storia o leggenda, che dir si voglia, circa l’origine del risotto alla milanese, meno campanilisticamente conosciuto come risotto allo zafferano.
Adoro lo zafferano, amo il suo profumo complesso e celestiale, il suo colore intenso e vivace, la sua consistenza leggera e preziosa.
Non perdo l’occasione, quando possibile, di usarne in cucina dosi massicce durante la preparazione di molti piatti (riso, pasta, salse e anche qualche dolce), pur rimanendo ben al di sotto della dose letale individuata in circa 20 gr al giorno : del resto sarebbe improponibile anche per il portafoglio!
Tornando alla leggenda si narra che nel 1574 partecipava ai lavori della fabbrica del Duomo anche una vivace comunità belga. In questa comunità la star era un maestro vetraio Valerio di Fiandra incaricato di portare a termine alcune vetrate con gli episodi della vita di Sant'Elena.
Uno dei suoi più bravi discepoli spiccava per la dote di dosare i colori, ottenendo effetti a dir poco sorprendenti. Il suo segreto? Un pizzico di zafferano, aggiunto con maestria all'impasto gia' pronto. E proprio per questa sua abitudine, era stato soprannominato "Zafferano”. Era a tal punto conosciuta questa sua mania nell’uso dello zafferano che Valerio soleva ripetergli che prima o poi lo avrebbe messo anche nel risotto …
Detto … fatto: proprio in occasione del matrimonio della figlia del maestro lo “Zafferano” corruppe il cuoco e mise un po’ della polverina magica nel risotto. Lo stupore dei commensali fu enorme nel vedere un colore così strano del riso ma una volta superato lo shock iniziale della montagna di risotto non rimase nulla e così da uno scherzo, si racconta, nacque un piatto che è ancora molto popolare ai giorni nostri!
La magia dello zafferano sta anche nella bellezza di questo fiore (il Crocus Savitus) dai cui pistilli si ricava la preziosa polverina.

Foto di Matalyn
Il fiore con tutta la sua bellezza e con tutto il mio amore verso i suoi pistilli lo dedico e lo porgo idealmente a milionidisoli , alle prese con la parte finale della faticosa (solo lei conosce quanto …) generazione di una nuova vita.
PSMDS (Post scriptum per milionidisoli):
Il 13 Aprile saranno 10 anni da quando dopo il "fatidico sì" mangiammo insieme quel meraviglioso piatto di gnocchi allo zafferano … non potremo festeggiare in maniera “comunemente leggendaria” questo anniversario ma l’avere tra le nostre braccia (magari urlante) un nuovo pistillo della nostra vita sarà bellissimo … FORZA AMORE!
Stamattina all’arrivo in ufficio mi aspettava sulla scrivania il libro “365 ricette per la macchina del pane”, prestato il giorno prima al collega M.M.(economista .. ndr che servirà più avanti) , con una scritta bella grossa su un post-it rosso: “GRAZIE 1000 M.M.”.
Bene, penso io … finalmente dopo l’acquisto da me perorato della mitica “macchina del pane”, M.M. ha potuto godere dei preziosi consigli del libro, avuto insieme all’acquisto presso il sito amico albanesi e peraltro non edito in commercio.

Appena vedo M.M., buttando la testa nel suo ufficio, chiedo quale ricetta ha sperimentato del mio libro per generare un ringraziamento così sentito e vivo.
M.M. appena mi vede, sorride, si alza dalla sedia e mi viene a stringere la mano esclamando trionfante: “Grazie caroziggy, tu e il tuo libro siete riusciti in pochi minuti a far scegliere la facoltà a mia figlia A. dopo mesi di tentennamenti … non finirò mai di ringraziarti!”.
Caroziggy diventa pensieroso … è venerdì, sta pensando ad un sacco di cose lavorative che dovrà fare prima di “poter santificare” il week-end, ma francamente non capisce …. Come un libro di ricette può arrivare a tanto?
M.M. capisce di aver disorientato caroziggy e quindi subito incalza … “Sai ieri sera mentre scegliavamo la ricetta dal tuo libro A. ha cominciato a vedere tutte le annotazioni che hai scritto a fianco ad ogni ricetta: risultato ottenuto, variazioni effettutate per migliorare la ricetta o per compensare la mancanza di ingredienti … e ha cominciato a chiedersi chi fosse quel pazzo che annotava meticolosamente tutte ste cose. Sai io ho tentato di resistere ma poi ha visto la tua ricetta base per il pane:
X gr farina
X/2 gr – ε acqua
Olio (due cucchiai standard)
Sale (un cucchiaino da the))
Zucchero (un pizzico)
Lievito birra fresco X/20 gr
E mi ha urlato: “chi è questo pazzo che scrive ste cose?” e allora ho dovuto dire che eri tu e che sei ingegnere economico-gestionale …. Sono bastati pochi secondi per farle esclamare: “Non voglio diventare come lui … non farò ingegneria ma economia come mi consigli tu … avevi ragione papà!”.
Ah il potere dei libri … e di “poche” scritte! Il mio collega mi ha annunciato gratitudine eterna … e finora ho già “scroccato” una colazione … ma se i propositi di A. non cambieranno potrei riscuotere altro. Ma il mondo avrà un ingegnere in meno e un economista in più … questo mi è bastato per fare andare di traverso la colazione …
PS: X/2 gr – ε acqua è una scrittura “carozyggese” per dire che di acqua ce ne vuole metà in grammi rispetto alla farina meno un pochettino piccolo in funzione delle condizioni climatiche che influenzano l’umidità della panificazione.
