Chi penso di essere



Una coccinella un po' rossa e un po' nera seguita da un'altra piccola coccinella molto simile a lei e da una minuscola da poco su questa meravigliosamente pazza terra ... tutti e tre sempre e costantemente illuminati da milioni di soli.

Ma forse chi sono lo scoprirò solo vivendo ...

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Il mio posticino riflessivo ...

postato da caroziggy alle ore 15:03
giovedì, 25 ottobre 2007

Lavorare nel cuore di Milano può essere stressante … ma può essere anche estremamente piacevole se si sanno cogliere gli aspetti piacevoli della città.

Risotto

Foto by Panduh

Uno di questi … contrariamente ai luoghi comuni è il cibo. Con un po’ di pazienza, di curiosità e di ricerca si trovano locali che offrono le più svariate categorie di alimenti ai prezzi più vari.

Sono assolutamente convinto che unire varietà, qualità e economicità non sia assolutamente impossibile anzi ..

Nei miei ormai quasi 8 anni di lavoro in Corso Vittorio Emanuele ho imparato a conoscere, sperimentare e provare non sempre con successo pieno ma con percentuali di quest’ultimo crescenti autentici tesori del piacere gastronomico.

Intendiamoci … io ho un concetto molto elastico e non monocorde del pranzo: posso pranzare con una mega-coppa di gelato, con una pizza al trancio mangiata passeggiando, con un piatto di pesce fresco mangiato al banco o con una fiorentina e un bicchiere di Chianti.

Non sono un amante della quantità ad ogni costo ma della qualità sì …

Non sono un amante della ipocaloricità ad ogni costo ma dell’aspetto salutistico degli ingredienti sì (non demonizzo il burro anzi ma i grassi idrogenati per esempio cerco di evitarli …).

 

Nel corso del tempo ho aumentato i locali che frequento e che scopro nella pausa pranzo di un’oretta che non sempre riesco a congedermi …

 

Spesso amici e conoscenti mi chiedono consigli su dove e cosa mangiare … per facilitarmi ho finito di compilare un elenco di locali e negozi situati nel centro di Milano in un raggio massimo di 20 minuti a piedi da Piazza del Duomo (ma la maggior parte è a meno di 5 .minuti).

 

Terminato l’elenco, dove indico anche qualche consiglio su cosa mi piace consumare nel locale scelto, ho deciso di metterlo in rete (vedi link sotto) e condividerlo con voi caso mai qualcuno passasse in zona e volesse magari condividere le mie preferenze gastronomiche e chissa mai pranzare insieme (se vi capita mandatemi una mail ..).

 

PS1: Fatemi sapere se l’idea vi piace (cioè se devo aggiornarlo periodicamente) o se avete qualche domanda/curiosità sui locali segnalati

 

PS2: Aggiunte alla lista o segnalazioni negative o positive dei locali in lista sono graditissime!

20071025MangiareAMilanoCentro.xls

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categoria : vita, cucina, da ingegnere, luoghi dove mangiare

postato da caroziggy alle ore 23:47
domenica, 17 giugno 2007

Viviamo in un mondo molto strano fatto di paradossi e ansie prive di logica.

E' ormai abitudine quotidiana leggere articoli scientifici che indicano l'obesità e il sovrappeso (con le correlate patologie) come la piaga del 21° secolo della civiltà occidentale. In questo contesto e con la delirante cultura della magrezza delle modelle anoressiche si sprecano su tutti i media i consigli sulle diete fai-da-te farcite delle più incredibili stronzate pseudo-scientifiche:dalla dieta del pompelmo, a quella dell'indiceglicemico fino ai più aberranti concetti di cibi a contenuto calorico negativo.

In questa jungla selvaggia di teorie Caroziggy è passato negli ultimi 7 anni dai 74 kg (spalmati sui sui miseri 170 cm) agli attuali circa 60 kg.

Tutto questo è avvenuto in maniera assolutamente graduale e lineare senza alcuna dieta ma applicando alcuni concetti/abitudini 'metabolizzati' nel corso degli anni.
Di seguito tento una sintesi per futura memoria:

1) migliore conoscenza della qualità nutrizionale dei cibi

2) applicazione del principio di 'retroazione' (retaggio di elettronica industriale) cioè pesarsi quotidianamente e nutrirsi proporzionalmente rispetto al peso di 'equilibrio'.

3) riscoprire la piacevole sensazione di nutrirsi per vivere e non il viceversa pur non disdegnando affatto pranzi o cene slow food ma privilegiando sempre la qualità alla quantità.

4) praticare sempre almeno 2 volte alla settimana attività sportive aerobiche (prevalentemente corsa) di almeno 40 minuti l'una. Questo non con lo scopo specifico di mantenere la linea ma solo per raggiungere un equilibrio psico-fisico buono

5) una finora inconfessata vanità estetica (il 'piacersi') di ispirazione vagamente narcisista ...

Tutto questo ha generato nel corso degli anni una serie variegata di commenti di amici, parenti e conoscenti.

Caroziggy è normalmente indifferente a tutto ciò dal momento che il processo di 'ridemsionamento' fisico è avvenuto sotto il suo pieno controllo e in piena autonomia e soddisfazione personale. In aggiunta il tutto è avvenuto con il positivo effetto collaterale di un aumento di efficienza fisica (meno sonno e stanchezza ...) e senza avere pericolose crisi ipoglicemiche o di malnutrizione da mancanza di elementi nutritivi fondamentali.

Ogni tanto però Caroziggy si 'altera' quando sente ripetute e petulanti 'refrain' del tipo "ma stai bene ... Così magro?" oppure "mangia se no scompari ...". Tutto questo detto da persone obese o sovrappeso o magari più magre di lui ... Ma poi si calma canticchiando mentalmente i versi dell'ultimo post tratti dalla mitica 'disperato erotico stomp', versi che ultimamente sono diventati il suo koan preferito ...
 
Ps: le uniche critiche che accetta Caroziggy sono quelle di Milionidisoli sulla scarsezza dei bicipiti ... Ma per questo si sta attrezzando con sessioni supplementari di flessioni nel dopo corsa.
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categoria : pensieri, vita, sensazioni, cucina, alimentazione, correre

postato da caroziggy alle ore 12:30
martedì, 06 marzo 2007

Stamattina leggendo l’ultimo numero della rivista del Touring Club mi sono imbattuto in una bellissima storia o leggenda, che dir si voglia, circa l’origine del risotto alla milanese, meno campanilisticamente conosciuto come risotto allo zafferano.

 

Adoro lo zafferano, amo il suo profumo complesso e celestiale, il suo colore intenso e vivace, la sua consistenza leggera e preziosa.

Non perdo l’occasione, quando possibile, di usarne in cucina dosi massicce durante la preparazione di molti piatti (riso, pasta, salse e anche qualche dolce), pur rimanendo ben al di sotto della dose letale individuata in circa 20 gr al giorno : del resto sarebbe improponibile anche per il portafoglio!

 

Tornando alla leggenda si narra che nel 1574 partecipava  ai lavori della fabbrica del Duomo anche una vivace comunità belga. In questa comunità la star era un maestro vetraio Valerio di Fiandra incaricato di portare a termine alcune vetrate con gli episodi della vita di Sant'Elena.

Uno dei suoi più bravi discepoli spiccava per la dote di dosare i colori, ottenendo effetti a dir poco sorprendenti. Il suo segreto? Un pizzico di zafferano, aggiunto con maestria all'impasto gia' pronto. E proprio per questa sua abitudine, era stato soprannominato "Zafferano”. Era a tal punto conosciuta questa sua mania nell’uso dello zafferano che Valerio soleva ripetergli che prima o poi lo avrebbe messo anche nel risotto …

Detto … fatto: proprio in occasione del matrimonio della figlia del maestro lo “Zafferano” corruppe il cuoco e mise un po’ della polverina magica nel risotto. Lo stupore dei commensali fu enorme nel vedere un colore così strano del riso ma una volta superato lo shock iniziale della montagna di risotto non rimase nulla e così da uno scherzo, si racconta, nacque un piatto che è ancora molto popolare ai giorni nostri!

 

La magia dello zafferano sta anche nella bellezza di questo fiore (il Crocus Savitus) dai cui pistilli si ricava la preziosa polverina.

 

 Zafferano

             Foto di Matalyn 


Il fiore con tutta la sua bellezza e con tutto il mio amore verso i suoi pistilli lo dedico e lo porgo idealmente  a milionidisoli , alle prese con la parte finale della faticosa (solo lei conosce quanto …) generazione di una nuova vita.

 

PSMDS (Post scriptum per milionidisoli):

 

Il 13 Aprile saranno 10 anni da quando dopo il "fatidico sì" mangiammo insieme quel meraviglioso piatto di gnocchi allo zafferano … non potremo festeggiare in maniera “comunemente leggendaria” questo anniversario ma l’avere tra le nostre braccia (magari urlante) un nuovo pistillo della nostra vita sarà bellissimo … FORZA AMORE!

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categoria : pensieri, scrivere, vita, sensazioni, cucina, blog, storia, memorie, emozioni, gravidanza, paternità

postato da caroziggy alle ore 23:15
venerdì, 09 febbraio 2007

Stamattina all’arrivo in ufficio mi aspettava sulla scrivania il libro “365 ricette per la macchina del pane”, prestato il giorno prima al collega M.M.(economista .. ndr che servirà più avanti) , con una  scritta bella grossa su un post-it rosso: “GRAZIE 1000 M.M.”.

Bene, penso io … finalmente dopo l’acquisto da me perorato della mitica “macchina del pane”, M.M. ha potuto godere dei preziosi consigli del libro, avuto insieme all’acquisto presso il sito amico albanesi e peraltro non edito in commercio.

pane

Appena vedo M.M., buttando la testa nel suo ufficio, chiedo quale ricetta ha sperimentato del mio libro per generare un ringraziamento così sentito e vivo.

M.M. appena mi vede, sorride, si alza dalla sedia e mi viene a stringere la mano esclamando trionfante: “Grazie caroziggy, tu e il tuo libro siete riusciti in pochi minuti a far scegliere la facoltà a mia figlia A.  dopo mesi di tentennamenti … non finirò mai di ringraziarti!”.

Caroziggy diventa pensieroso … è venerdì, sta pensando ad un sacco di cose lavorative che dovrà fare prima di “poter santificare” il week-end, ma francamente non capisce …. Come un libro di ricette può arrivare a tanto?

M.M. capisce di aver disorientato caroziggy e quindi subito incalza … “Sai ieri sera mentre scegliavamo la ricetta dal tuo libro A. ha cominciato a vedere tutte le annotazioni che hai scritto a fianco ad ogni ricetta: risultato ottenuto, variazioni effettutate per migliorare la ricetta o per compensare la mancanza di ingredienti … e ha cominciato a chiedersi chi fosse quel pazzo che annotava meticolosamente tutte ste cose. Sai io ho tentato di resistere ma poi ha visto la tua ricetta base per il pane:

                                                            X gr farina

X/2  gr – ε acqua

Olio (due cucchiai standard)

Sale (un cucchiaino da the))

Zucchero (un pizzico)

Lievito birra fresco X/20 gr

E mi ha urlato: “chi è questo pazzo che scrive ste cose?” e allora ho dovuto dire che eri tu e che sei ingegnere economico-gestionale …. Sono bastati pochi secondi per farle esclamare: “Non voglio diventare come lui … non farò ingegneria ma economia come mi consigli tu … avevi ragione papà!”.

Ah il potere dei libri … e di “poche” scritte! Il mio collega mi ha annunciato gratitudine eterna … e finora ho già “scroccato” una colazione … ma se i propositi di A. non cambieranno potrei riscuotere altro. Ma il mondo avrà un ingegnere in meno e un economista in più … questo mi è bastato per fare andare di traverso la colazione …

 

PS: X/2  gr – ε acqua è una scrittura “carozyggese” per dire che di acqua ce ne vuole metà in grammi rispetto alla farina meno un pochettino piccolo in funzione delle condizioni climatiche che influenzano l’umidità della panificazione.

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categoria : opinioni, vita, tecnologia, cucina, fantasia, pane, umorismo, alimentazione

postato da caroziggy alle ore 23:31
domenica, 22 ottobre 2006

Una curiosità quasi maniacale su come gli ingredienti si miscelano in cucina, una serie di insuccessi sulla pasta con fonduta di formaggi ... forse così si spiega il mio interesse nato qualche anno fa verso quella che uno dei sui "padri fondatori" definisce in una felice espressione inglese  "the scientific study of deliciousness".

Ho terminato oggi di leggere il mio ultimo libro sull'argomento: "il gelato estemporaneo e altre invenzioni gastronomiche" di Davide Cassi e Ettore Bocchia.

Gelato_estemporaneo
 Il libro, scritto a due mani da un fisico e da uno chef, è di fatto il racconto del loro incontro e del loro lavoro teso a sviluppare in Italia la cucina molecolare. Va anche in effetti, come sottolineano gli autori, evidenziata la sottile ma esistente differenza tra la cucina molecolare, che "si propone di creare nuove tecniche e nuovi piatti sfruttando conoscenze scientifiche di ogni tipo, spesso non ancora utilizzate in cucina" e la gastronomia molecolare, che è "uno studio scientifico di processi già noti, allo scopo di comprenderli meglio e se possibile di migliorarli".
Il libro è sicuramente affascinante perchè alterna dissertazione fisiche quali la spiegazione della formazione dei gel (la "cottura" dell'uovo con il calore o con alcol ...) o la formazione delle emulsioni (la maionese per esempio) con ricette che utilizano le tecniche illustrate in precedenza.
Cosi capita di sostituire la maionese con una emulsione alla lecitina di soia per giungere ad un gradevolissima "salsa tonnata molecolare" che anche io sono riuscito a replicare con buona pace del palato e del colesterolo. Per ora, dato il tempo scarso a mia disposizione ..., non sono andato oltre (sì in realtà ho provato anche la cagliata d'uovo ma è talmente banale che non si può neanche considerare una preparazione) ma mi cimenterò spero presto in qualcosa di più articolato. Nell'ultima parte del libro si parla di ricette e tecnologie che sono, nonostante le rassicurazioni paternalistiche degli autori, pura utopia realizzativa in una cucina "normale". Ma mi ci vedete (forse  mia moglie riuscirebbe acrederlo ... e non a torto!) con il termometro digitale a sonda verificare i 43° gradi che deve raggiungere il rombo nella cottura negli zuccheri fusi? Oppure muovermi (con mio figlio saltellante in attesa del dolce ... ) in cucina con una bombola di azoto liquido per cucinare il gelato?

In effetti devo dire che sicuramente è più concreto e per questo interessante  un altro libro che tratta di gastronomia molecolare: "Pentole e provette" del bravissimo divulgatore francese Hervè This. E' dalla lettura, qualche anno fa, del suo libro che ho smesso di contare i grumi che si formavano nella mia fonduta e di gettare bicchierate di maionese impazzita. Inoltre la forma in cui è scritto , una raccolta di brevi articoli, consente una lettura "navigata" molto stimolante.

Altro libro interessante di argomento affine alla gastronomia molecolare di mia recente lettura è il divertentissimo "Einstein al suo cuoco la raccontava così" di Robert Woke che fondamentalmente è la versione yankee ... del libro di This (gli argomenti non si sovrappongono ma anzi si integrano).

Concludo il mio post (se mai qualcuno è riuscito ad arrivare fin quì ...) con un consiglio e una promessa-regalo.

Consiglio: se mai qualcuno volesse spendere soldi e tempo ed interessarsi all'argomento il miglior libro è quello di This (per buona pace dei miei amici francesi).

Promessa-regalo: per mia moglie, che in questo momento è impegnata in un faticoso e meraviglioso viaggio di moltiplicazione (per 1,33 periodico) del nostro attuale nucleo familiare e che non riesce (chi mi legge ed è madre ne sa qualcosa ...) a godere dei piaceri della tavola sia per ragioni organiche che per precauzioni verso il nascituro/a. Quando riusciremo a concederci di nuovo una serata di cucina in libertà proveremo il ristorante di Bocchia (uno dei due autori del libro) in quel di Bellaggio con menù che non dovrebbe discostarsi (mi sono informato in proposito) da quello citato nel libro:
1) la cagliata d'uovo al caviale
2) la tartara di gamberi con gelato
3) I maltagliati alla lecitina di soia
4) il rombo assoluto (cotto nello zucchero)
5) Il vitello con salsa tonnata di lecitina di soia
6) la spuma di cioccolato al late,olio e sale
7) Il gelato all'azoto liquido

Di solito sono una forchetta più di sostanza ma dopo la lettura del libro e le mie prime prove sono molto curioso ... non prima di essere diventati quattro ...

E' mezzanotte ... dovrei (anzi devo) andare a dormire ma la voglia di farmi due spaghetti ... è tanta!
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categoria : vita, sensazioni, cucina, libro, alimentazione, cucina molecolare